Passata è la tempesta
Sull'abitudine di fermarsi a guardare anche quando lo spettacolo è già finito
Ventuno gradi, l'aria ancora bagnata, con il telefono in mano neanche fosse la prima volta che vedo un tramonto.
Quindici minuti prima il cielo aveva tirato fuori tuoni, grandine, tutto il repertorio, e io pensavo solo a non finire fradicio. Poi, di colpo, la tregua. Non pace, sia chiaro: solo una pausa che la natura si è concessa prima di ricominciare, magari domani, magari tra un'ora, o chissà quando.
Il titolo di questo post, tra l'altro, non è farina del mio sacco: lo rubo a un poeta morto da duecento anni, che di tregue e tempeste se ne intendeva più di me.*
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| 2026-07-21 • 8:01 pm - iPhone 17 | 1/2900 sec | f 1.6 | ISO 64 |
L'asfalto ancora umido faceva da specchio al sole basso, e quella luce arancione sembrava scivolare dritta verso di me lungo la curva della strada. Vi è mai capitato di fotografare un momento e sentirvi, per una frazione di secondo, gli unici testimoni rimasti in città?
Ecco, io ieri sera mi sono sentito esattamente così.
Forse è per questo che, riguardando lo scatto dopo, seduto sul divano, ho notato una cosa: nessuno passava. Non un'auto, non un passante, nemmeno un cane portato a spasso in ritardo per colpa del temporale.
Era come se la città avesse deciso di prendersi cinque minuti prima di tornare al solito traffico, alle solite luci dei negozi, al solito rumore. E io, complice del silenzio, non avevo nessuna intenzione di romperlo per primo.
Eppure una tempesta così l'avevo già vista. Avrei dovuto saperlo. La settimana scorsa era stata molto peggio (l'ho raccontato in questo post
Piove, senti come piove![]() |
| Piove, senti come piove |
Ma quella di ieri sera, al confronto, era già il sequel. Meno spettacolare, meno cattivo, ma pur sempre un capitolo della stessa storia. Solo che questa volta, invece di correre al riparo, mi sono fermato a guardare i titoli di coda.
Vorrei tanto che il tempo
si fosse fermato come in una fotografia.
Come una di quelle immagini
conservate per tutti questi anni
in cui sorridi, felice, e spensierata
come forse non ti ho vista mai.
Ma il tempo non si è fermato,
noi non lo abbiamo fermato.
Uno dei tanti motivi per cui fotografo non è tanto cercare di fermare il tempo, che tanto vince sempre lui, quanto avere almeno una prova che quel momento è esistito.
Anche uno minore, anche un sequel.
* Giacomo Leopardi, “La quiete dopo la tempesta”, in Canti (1831)


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