Piove, senti come piove
Madonna come piove senti come viene giù!
17:30 di oggi, mercoledì. Motore al minimo, la solita coda di auto che non si muove di un metro e il travaso di bile quotidiano che accompagna il rientro a casa.
Poi, improvvisamente, il cielo ha deciso di crollare: nel giro di pochi minuti una vera e propria tempesta estiva ha cancellato la città e zittito i clacson, lasciando spazio a qualcosa di primordiale.
Ho spento la radio e, senza pensare, ho preso il telefono dal cruscotto.
Eravamo tutti assediati dall’acqua, con le nostre auto ridotte a tanti gusci di noce. Il parabrezza ha smesso di essere un semplice vetro ed è diventato una lente distorta che ridisegnava la realtà là fuori.
Poco più avanti, le chiome degli alberi sembravano quasi un incendio verde e spettrale, accese da una luce innaturale che contrastava con il rosso dei fari degli stop in coda.
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| 2026-07-15 • 5:30 pm - iPhone 17 | 1/35 sec | f 1.6 | ISO 640 |
Mi separavano dalla furia della pioggia solo pochi millimetri di cristallo: una soglia fragilissima tra il mio rifugio caldo e l’inferno d’acqua che sferzava i viali.
Ed è lì che la bellezza è venuta a cercarmi, nel posto più improbabile e irritante della giornata, trasformando un banale ingorgo stradale in qualcosa per cui valeva la pena restare fermi, per una volta.
“Hai visto che piove, senti come viene giùtu che dicevi che non pioveva più
che ormai non ti saresti mai più innamorata
e adesso guardati sei tutta bagnata”
(Jovanotti, “Piove”, “Lorenzo 1994”, 1994)

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