Anni 70

Ci sono alcune foto, scattate nel corso degli anni, che tengo da parte per le occasioni giuste. Oggi è una di quelle occasioni...

Parco Ducale, metà febbraio 2012. A Parma e nei dintorni era nevicato tutta la notte e la città si era fermata, di quelle belle nevicate abbondanti che chiudono le scuole e svuotano gli uffici, e fanno felici tanti bambini. Ma anche tanti adulti.

E allora noi, invece di restare a guardare dalla finestra la città imbiancata, come le persone sensate forse avrebbero fatto, ci siamo vestiti pesanti e ci siamo ritrovati in strada, macchina fotografica al collo.

Giovanni con l’obiettivo puntato in alto, verso i rami spogli. Cosa stesse fotografando solo lui lo sa: per chiunque altro quegli scatti erano indecifrabili come un quadro futurista o una poesia ermetica, ma lui ne era convintissimo, e con Giovanni la convinzione bastava. Chiedergli di spiegarlo a parole sarebbe stato tempo perso, probabilmente non ci sarebbe riuscito nemmeno lui.

Io, mentre lui era tutto concentrato sulla sua fotografia, rubavo letteralmente questo scatto. Uno sei pochissimi ritratti che abbia mai fatto.

2012-02-14 • Canon EOS 30D • EF-S 17-85mm | 85mm · 1/20 sec · f / 25 · ISO 800

Per tutti, da sempre, è Janez. Io lo conosco così da quasi venticinque anni, e il soprannome, credo, è nato per via dei baffi: gli stessi dello Janez di Sandokan, per intenderci. Gli è rimasto addosso meglio di certe giacche.

Oggi è il suo compleanno, e visto che lui è fatto così, uno che minimizza tutto tranne l’entusiasmo per una buona luce, non starò qui a svelare il numero esatto delle candeline. Diciamo solo che quest’anno il numero fa rima con qualcosa, e chi vuole capire capisce.

Quello che mi resta di quel giorno non è la foto in sé, ma il fatto che a un certo punto, tra uno scatto e l’altro, abbiamo smesso di essere colleghi e siamo tornati, per un pomeriggio, semplicemente due ragazzini (un po’ cresciuti) con la macchina fotografica in mano.

Le amicizie vere si riconoscono da questo: sopravvivono ai cambi di ruolo, a quelle incombenze che erediti da un collega quando va in pensione senza nemmeno un manuale di istruzioni.

Sopravvivono persino ai capelli che se ne vanno prima della voglia di uscire a fotografare.

“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’”.
(Lucio Dalla, “L’anno che verrà”, dall’album “Lucio Dalla”, 1979)

Questa foto l’ho voluta in bianco e nero. Visti gli anni che oggi compi, Giovanni, mi sembrava la scelta più adatta: una foto d’altri tempi, ecco.

Buon compleanno, Janez! Anni 70, appunto...

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